LE NOSTRE ERBE

LE NOSTRE ERBE (8)

In Valtellina, dove ancora a mano
raccogliamo le piante officinali.

La Valtellina è una valle al centro delle Alpi con andamento Est-Ovest. Le maestose e bellissime montagne che la circondano offrono a questo territorio un naturale riparo dalle correnti del Nord, permettendo la formazione di un particolare microclima, caratterizzato da tipiche escursioni climatiche e termiche. Un immenso giardino botanico a cielo aperto, che sorge in alta quota e in un ambiente totalmente incontaminato: queste condizioni non solo favoriscono la crescita di specie vegetali pregiate, ma permettono anche di renderle particolarmente ricche di principi attivi. Qui, ancora a mano e solo durante il loro periodo balsamico, raccogliamo le preziose piante officinali da cui nascono i cosmetici e i detergenti Edelweiss. Achillea, Calendola, Malva, Rosa Canina, Timo e molte altre da sempre rappresentano il cuore dei nostri prodotti su cui applichiamo la ricerca del nostro Istituto Ecologico.

Ve le presentiamo con una raccolta di dati bibliografici, di esperienze e di conoscenze che hanno accompagnato il nostro lavoro

 

* I dati presentati non vanno interpretati come consigli medici.

LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Achillea

Il suo nome deriva da Achille che, con questa pianta, curò alcune ferite dei suoi compagni d’arme, nell’assedio di Troia.

Questa benefica erbacea, attraverso alcune sostanze secrete dalle sue radici, aumenta la resistenza alle malattie delle piante che le stanno attorno.

Chi ne può raccogliere una notevole quantità, con cui fare un infuso concentrato da usare per innaffiare, ha a disposizione un buon fertilizzante naturale.

Un tempo i contadini avvolgevano i manici degli attrezzi di lavoro con gambi di achillea per averla sempre a portata di mano nel caso di punture di insetti o piccole ferite durante il lavoro.

La sua presenza è assai desiderabile nei prati temporanei, che essa contribuisce ad arricchire, poiché la presenza di erbe aromatiche e medicinali nei foraggi apporta il migliore degli effetti sulla salute del bestiame.

La Millefoglie godeva un tempo la fama di eccellente rimedio contro la scabbia degli ovini.

La presenza di fiori rossi o di colore violetto è dovuta alla maggiore quantità di oli essenziali contenenti azulene e camazulene, gli stessi costituenti dell’olio essenziale di Camomilla, dai quali derivano le proprietà antinfiammatorie ed antiflogistiche della pianta, pertanto tali capolini colorati sono da preferire, quando disponibili, per la raccolta ad uso cosmetico.

La sua parente più conosciuta, l’Achillea moschata o Erba Iva, è una specie protetta, molto simile alla varietà dei prati, ma più piccola. Le due specie, inoltre, si differenziano anche nel loro utilizzo: il maggior contenuto in principi attivi ad azione digestiva rende l’uso dell’Achillea moschata più adatto all’assunzione orale in caso di cattiva digestione e problemi correlati, mentre la Millefoglie, più ricca in componenti antinfiammatori e antiflogistici, è più performante nell’applicazione cosmetica.

 

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Val Gerola, Val Tartano, Valmasino, Valmadre.

Il momento migliore per la raccolta è il periodo della fioritura, che a seconda della quota e dell’esposizione varia da giugno a luglio. I fiori vanno raccolti quando il sole è cocente e il loro potere aromatico e terapeutico è massimo. Si può considerare ottimale lo stadio di raccolta quando più del 50% di piante sono in fiore.
Vengono raccolte le sommità fiorite e le foglie apicali, tramite cesoie da siepe. Si eliminano le eventuali malerbe direttamente in campo.

Caratteristiche morfologiche principali: è una pianta perenne, debolmente aromatica. Ha foglie finemente pennate ed i suoi fiori raccolti a corimbo sono di colore bianco o rosato.

Componenti principali: olio essenziale (contenente azulene, borneolo, acido isovalerianico ecc.), lattoni sesquiterpenici (achillina, millefina, deacetilmatricarina), flavonoidi, tannini, mucillagini, olio grasso, cumarine, sostanze azotate, acidi organici, acido ascorbico.

  

Utilizzo

È una pianta molto usata nei nostri prodotti grazie ai suoi principi attivi particolarmente utili come cicatrizzanti della pelle, antiinfiammatori e disarrossanti.

È la pianta ideale per la cura della pelle delicata, soprattutto quella dei più piccoli, e nel trattamento delle piccole ferite, delle ulcere e delle emorroidi.

Per la presenza di costituenti simili a quelli della Camomilla (esempio apigenina ed azuleni), se ne consigliano gli stessi usi. Sebbene l’Achillea, assunta per via orale, sia utilizzata come antispastico ed antinfiammatorio specifico per l’apparato digerente, non ci sono studi certi che ne confermino l’effettiva efficacia. Le proprietà antispastiche dell’Achillea millefoglie la rendono un rimedio naturale largamente impiegato nel trattamento di dolori mestruali (dismenorrea), emorroidi e ragadi anali. L’Achillea vanta proprietà toniche utili nelle affezioni venose come varici, flebiti ed emorroidi.

Per uso esterno, l’Achillea esibisce interessanti proprietà cosmetiche e dermofunzionali: antinfiammatorie, astringenti, rassodanti, disarossanti ed antiseborroiche. Per questo motivo, gli estratti di Achillea sono comunemente impiegati in prodotti contro affezioni infiammatorie di cute e mucose, e nei disturbi circolatori: si usa contro foruncoli, manifestazioni acneiche, piaghe, ragadi al seno, varici, pelli aride, secche, screpolate, delicate ed arrossate.

 
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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Fiordaliso

Il nome cyanus deriva da una antica parola greca ”kyanos” o ”κύανο” che indicava una sostanza di colore blu, in riferimento al colore prevalente dei fiori.

Il nome combinato Centaurea cyanus, invece, è stato suggerito dallo studioso John Hill in riferimento a due episodi della mitologia romana: il primo racconta che la dea Flora, innamorata di un giovane di nome Cyanus, ritrovandolo morto steso in un campo di fiordalisi diede a quei fiori il nome del ragazzo, mentre il secondo deriva dal nome del centauro Chirone che rimase ferito al piede da una freccia avvelenata e si curò con il succo tratto da questo fiore.

L’imperatore Guglielmo I scelse il Fiordaliso come simbolo della sua casata a ricordo di quando, fanciullo, intrecciava ghirlande di questo fiore come unico gioco durante la fuga dalle truppe napoleoniche.

I petali del fiordaliso vengono utilizzati per estrarne il colore blu destinato alla realizzazione di acquarelli.

 

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Val Tartano, Val Gerola, Valmasino, Valmalenco, Valmadre.

Il momento migliore per la raccolta è il periodo della fioritura, che varia da giugno ad agosto, a seconda delle zone e delle condizioni climatiche. I fiori vanno raccolti manualmente, staccando i capolini con cesoie da siepe sotto la loro inserzione.

Caratteristiche morfologiche principali: pianta erbacea annuale, con fusto ramificato e ricoperto da peli, alto fino ad 80 cm. Le foglie sono anch’esse tomentate e hanno forma lanceolata, lungamente acuminata all’apice. I fiori sono all’apice di ogni rametto e sono di colore viola-bluastro.

Componenti principali: antociani, flavonoidi, lattoni sesquiterpenici, tannini, pectine, alcaloidi, saponine.

 

Utilizzo

Questa pianta ha una valida applicazione come rinfrescante, con effetti astringenti e antinfiammatori soprattutto sulle congiuntive oculari. È un decongestionante e disarrossante della pelle, a cui si aggiunge una marcata azione tonica.

 

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Equiseto

L’acido silicico contenuto nell’Equiseto, a differenza delle altre fonti vegetali, è nella forma idrosolubile, quindi facilmente utilizzabile dall’organismo.
Nel passato l’Equiseto era usato per pulire l’interno di vasi e bottiglie, sfruttando la forma dei suoi fusti sterili, particolarmente adatta allo scopo.

 

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Parco della Bosca, Val Tartano.

Il momento migliore per la raccolta va da maggio a luglio. I fusti vanno raccolti recidendoli manualmente con delle cesoie da siepe a circa 10-20 cm dal terreno.

Caratteristiche morfologiche principali: è una pianta erbacea perenne, provvista di un lungo rizoma sotterraneo strisciante da cui, in primavera, si dipartono prima i fusti fertili di colore giallo-bruno terminanti con delle formazioni ovoidali, poi i fusti sterili, (quelli destinati alla raccolta) ramificati con numerosi rametti che partono dai nodi, di colore verde per il contenuto in clorofilla. In questa pianta, quindi, non sono presenti né delle vere e proprie foglie, né dei fiori visibili.

Componenti principali: acido silicico, sali di potassio, flavonoidi, saponosidi, fitosteroli, acido ascorbico, malico e ossalico, sost. alcaloidee (tracce).

 

 

Utilizzo

L’Equiseto ha una marcata azione rimineralizzante particolarmente utile nel processo di formazione delle ossa e nel sostegno del tessuto connettivo. Inoltre sembra che i flavonoidi contenuti in questa pianta, in sinergia col silicio, determinino un aumento del numero degli osteoblasti (le cellule che costruiscono l’osso nuovo) ed una loro più marcata attività, mentre sarebbero capaci di ridurre sia il numero sia l’attività degli osteoclasti (le cellule che distruggono l’osso).
É un ottimo diuretico grazie alla sua complessa composizione ricca anche di sali di potassio, calcio, glucosidi flavonoici e saponine.
È un buon disintossicante utile ad eliminare le scorie metaboliche (in Russia è stata studiata una sua azione nella rimozione delle intossicazioni da piombo).
L’azione cicatrizzante ed emostatica lo rende un ottimo riparatore tissutale e quindi è impiegato in campo cosmetico nella preparazione di prodotti contro smagliature, rughe e cellulite. Inoltre, combatte il rilassamento cutaneo, donando alla cute elasticità e morbidezza, rendendola liscia e vellutata.
L’Equiseto aiuta anche in caso di ritenzione idrica, cellulite, gonfiori agli occhi, alle gambe e alle caviglie.

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Calendula

È una pianta molto legata al sole: i suoi fiori sbocciano quando il sole splende e lo seguono durante la giornata, fino a chiudersi al tramonto. I fiori, inoltre, segnalano il brutto tempo rimanendo chiusi in caso di pioggia.
Il nome Calendula deriva dal latino “calendae” alludendo al fatto che la tradizione vuole una fioritura continua della pianta a partire dal primo giorno di ogni mese.
Viene volgarmente chiamata Fiorrancio a causa del suo acceso colore arancione.

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Parco della Bosca. Il momento migliore per la raccolta è il periodo della fioritura, che continua da aprile-giugno fino a settembre-ottobre. I fiori vanno raccolti manualmente, staccando i capolini con le unghie appena sotto la loro inserzione.
Caratteristiche morfologiche principali: pianta erbacea perenne o biennale, con fusto che può raggiungere anche i 70-100cm in condizioni particolarmente favorevoli (da noi le piantine sono più piccole). Tutta la pianta è ricoperta da peli, le foglie sono tenere e verdi, a forma allungata. I fiori sono inseriti sul capolino e ricordano volgarmente quelli delle margherite.
Componenti principali: Caroteni, flavonoidi, olio essenziale, mucillagini, resine, triterpeni e saponine.

 

Utilizzo

A questa pianta vengono riconosciute funzionalità emollienti, lenitive, rinfrescanti e riepitelizzanti ed il suo impiego principale è, quindi, indirizzato al trattamento delle pelli secche, screpolate, delicate, facilmente arrossabili. In tempi più recenti ne è stata confermata anche un’azione cicatrizzante ed antinfiammatoria su geloni, ulcere, foruncoli e leggere ustioni.

 

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Salvia

Il nome della Salvia deriva dal latino salveo, che significa “sano” in virtù delle numerose proprietà curative che le venivano attribuite nel passato.
In assenza di dentifricio, ci si può strofinare delle foglie di Salvia sui denti e sulle gengive, per una veloce pulizia orale.
Alcune foglie di Salvia e di Noce sotto i piedi, a contatto diretto con la pelle, permetterebbero di limitare l’eccessiva sudorazione dei piedi.
Presso i Romani la Salvia era considerata un’erba sacra, da raccogliersi solo con un rituale che prevedesse di vestire una tunica bianca, di stare a piedi scalzi, ma puliti e di non usare nessun oggetto in ferro.
Si narra che durante la fuga in Egitto la Sacra Famiglia abbia trovato un nascondiglio dai soldati inviati da Erode proprio sotto un cespuglio di Salvia.
Un’altra leggenda racconta che in Francia, a Tolosa, durante la terribile pestilenza del 1600, quattro ladri riuscissero a saccheggiare case e a stare in mezzo ai malati senza contrarre la malattia. Il merito fu attribuito ad un aceto particolare che essi si spalmavano sul corpo: tale aceto era fatto con salvia, rosmarino, timo e lavanda, tutte piante con proprietà antisettiche e antibatteriche.

Luogo e periodo di raccolta: Parco della Bosca.

Il momento migliore per la raccolta è il periodo che va da aprile a luglio, quando le foglie sono ben sviluppate. La raccolta viene fatta recidendo manualmente la parte apicale della pianta con delle cesoie da siepe.

Caratteristiche morfologiche principali: La salvia comune è un piccolo arbusto sempreverde i cui fusti sono alti fino a 1 metro e sono lignificati nella parte inferiore, erbacei in quella superiore. Le foglie ovali hanno un colore grigio-verde, un odore caratteristico e, al tatto, sembrano fatte di velluto grazie alla loro copertura di peli fitti, corti e morbidi (tomentose).
I fiori di colore blu-violaceo hanno il caratteristico aspetto asimmetrico proprio della famiglia delle Lamiacee.

Componenti principali: olio essenziale (canfora, borneolo, cineolo, tujone), triterpeni, tannino condensato, acidi fenolici, flavonoidi, acido ascorbico e nicotinico, vitamine B1.

Utilizzo

Oltre che in cucina, la Salvia è ampiamente sfruttata anche in cosmetica, soprattutto nei prodotti ad azione astringente e in quelli che hanno lo scopo di regolare la fisiologica traspirazione in maniera del tutto naturale, grazie alla sua azione antisudorifera, antisettica e balsamica.
Nei prodotti per l’igiene orale viene impiegata per rassodare le gengive ulcerate, per purificare, disinfiammare e deodorare il cavo orale.
Offre un valido rimedio contro la ritenzione idrica, gli edemi e l’eccesso di liquidi, aiuta in caso di dolori reumatici ed emicranie ed ha azione sbiancante, igienizzante, rinfrescante e stimolante.
Si è dimostrata un ottimo ipoglicemizzante.

 

 

 

 

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Rosa Canina

 

 

 

 

Le nostre zone montuose sono ricche di numerose specie di rosa selvatica, talvolta difficilmente distinguibili tra loro. Un aiuto viene dall’indicazione che la rosa canina possiede da 5 a 7 foglioline, a differenza di altre specie che arrivano a 9.
Controversa l’etimologia del nome: Plinio il Vecchio diffuse la credenza che la radice di questa pianta fosse un utile rimedio contro la rabbia trasmessa dai morsi dei cani. Per questo Linneo, naturalista svedese fondatore della moderna sistematica botanica, attribuì a questa rosa il nome ‘canina’. In realtà gli studi scientifici a riguardo hanno escluso che questa pianta possa avere qualche effetto curativo sulla malattia trasmessa dai cani.
La Rosa canina è una pianta antichissima, nata più di quaranta milioni di anni fa. Risalgono a quel periodo, infatti, dei reperti fossili ritrovati in Colorado e in Oregon.
La più antica pianta di rose attualmente conosciuta è un arbusto di Rosa canina che cresce presso il duomo di Hildesheim: secondo alcuni risalirebbe circa a prima dell’anno 1000.
La Rosa canina ha avuto un ruolo importante nel sopperire alla carenza di Vitamina C nei bambini britannici durante la seconda guerra mondiale.

Luogo e periodo di raccolta: Valmalenco, Val Tartano, Val Gerola.

Il momento migliore per la raccolta va da settembre a novembre. Siamo soliti aspettare la prima gelata, che permette ai cinorroidi di ammorbidirsi e, soprattutto, concorre a fissare il contenuto in vitamina C. Le zone impervie in cui questa pianta è solita crescere in Valtellina rendono la raccolta particolarmente complessa, a partire dalla difficoltà nel raggiungere i pendii sassosi ghiacciati. La raccolta manuale condotta al freddo, cercando di evitare le spine esposte che proteggono la pianta, è sicuramente impegnativa, anche se i “frutti” danno una buona resa e hanno un contenuto in principi attivi assolutamente eccezionale. La fase di essiccazione è la più lunga tra tutte le erbe raccolte, arrivando anche ad un paio di mesi per completarsi, con un continuo controllo e rimescolamento manuale degli operatori addetti.
Queste accortezze, unite alla tecnica estrattiva ad ultrasuoni dei principi attivi, consentono, però, di preservare e mantenere il contenuto in acido ascorbico, una vitamina solitamente molto delicata e facilmente degradabile dai fattori esterni.

Caratteristiche morfologiche principali: è un arbusto cespuglioso alto fino a 2-4 metri, dal fusto eretto nella parte inferiore e ricadente nella superiore, provvisto di numerose spine. Le foglie sono da 5 a 7, con bordo seghettato. I fiori compaiono tra maggio e luglio e sono costituiti da 5 petali di color rosa. Quelli che, comunemente, si definiscono frutti in realtà sono “falsi frutti”, di forma ovoidale e color rosso vivo che scurisce durante la maturazione. I veri frutti (acheni) sono contenuti all’interno di questi cinorroidi e sono secchi, duri come piccole pietre e ricoperti di una fitta peluria.

Componenti principali: acido ascorbico (vitamina C), vitamina A, riboflavina, carotenoidi, flavonoidi, tannini, acido malico e citrico, zuccheri, pectine.

 

Utilizzo

La Rosa canina è la sorgente naturale più concentrata di vitamina C o acido ascorbico. Il nostro estratto, inoltre, è ottenuto mediante estrazione a freddo che permette di evitare l’alterazione delle vitamine termolabili che vengono distrutte da altri tipi di trattamento. La completezza di principi attivi primari e secondari (bioflavonoidi) fa si che la vitamina C contenuta in questa pianta apporti molti più benefici del solo acido ascorbico concentrato!
La Rosa canina è un ottimo antiossidante ed antitossico in grado di accrescere e rafforzare le difese immunitarie. Aiuta a fronteggiare situazioni di stress ed esaurimento, fisico e psichico e rende attiva la vitamina B9 (acido folico), facilitando l’assorbimento del ferro a livello intestinale; rafforza il metabolismo del cortisone naturale, svolgendo azione antiallergenica.
Ha un’indiretta azione cicatrizzante dato che facilita la formazione del tessuto connettivo e del collagene. Gli acidi contenuti nella Rosa canina sono deboli e vengono metabolizzati in composti che, reagendo con il Sodio ed il Potassio contenuti nel nostro sangue, formano carbonati e bicarbonati. Per questo motivo l’estratto di Rosa canina ha anche azione alcalinizzante.

 

Curiosità

 

 

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Malva

Nel medioevo, era considerata una pianta indicatrice della sopraggiunta fertilità o della verginità: le fanciulle dovevano orinare sopra alcune foglie che non dovevano seccare dopo alcuni giorni.
I fiori contengono sostanze che reagiscono a secondo della composizione del terreno: sono più tendenti al rosso in terreno acido, più tendenti al bluastro in terreno alcalino.
Il nome Malva deriva dal latino “mollire alvum” ed ha il significato di rendere molle, cioè ammorbidire. Similmente il nome greco “malachè” si riferiva alle proprietà emollienti dei succhi.

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Val Tartano, Val Gerola, Valmasino.

Il momento migliore per la raccolta va da giugno a settembre. Le foglie e i fiori si recidono manualmente: le prime senza il picciolo, i secondi in bocciolo o appena aperti.

Caratteristiche morfologiche principali: la malva è una pianta erbacea biennale o, più spesso, perenne, provvista di fusti eretti, legnosi alla base e densamente ricoperti da peli semplici. Le foglie a 5 lobi sono provviste di picciolo, margini dentati e ricoperte anche loro da una fitta peluria. I fiori sono di un bel colore rosa-violetto con evidenti striature.

Componenti principali: antociani, flavonoidi, mucillagini, tannini, acido ascorbico, vitamine del gruppo B e del gruppo A, sali minerali, aminoacidi, carotenoidi.

 

 

Utilizzo

Nota soprattutto per il suo contenuto in mucillagini ad azione emolliente, rinfrescante, lenitiva, disarrossante e protettiva sulla pelle e sulle mucose, la Malva, grazie alla presenza di antociani, vitamine e sali minerali, risulta utile anche come pianta antinfiammatoria, astringente e vaso protettrice. Risulta, quindi, utile su mucose irritate e sanguinanti, vasi dilatati, pruriti, pelle secca e screpolata, pelle irritata ed arrossata, foruncoli, afte, ascessi dentari. Per suo interno è emolliente, antinfiammatoria, calmante, espettorante e regolatrice intestinale. È, comunque, una pianta talmente utile e ricca di applicazioni che i Latini la chiamavano “omnimorbia” per indicare il suo essere “panacea di tutti i mali”.

 

Curiosità

 

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LE NOSTRE ERBE 14 Settembre 2015

Timo

Il Timo selvatico deve il suo nome “serpillo” al portamento della pianta, che corre sul terreno con un portamento strisciante, simile a quello di un serpente.
È una pianta che ha una lunga tradizione di utilizzo: i Crociati lo portavano addosso come simbolo di forza e di coraggio, Plinio lo raccomandava come un antidoto per le morsicature e il mal di testa, mentre i Romani lo bruciavano credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni.

Caratteristiche

Luogo e periodo di raccolta: Val Gerola, Val Tartano, Valmadre, Valmasino, Valmalenco.

Il momento migliore per la raccolta è il periodo della fioritura, che varia da giugno a settembre, date le alte quote di raccolta. Ogni pianta viene recisa singolarmente e manualmente con cesoie da siepe, già ripulita da eventuali erbe infestanti, a livello del terreno. La raccolta di quest’erba, quindi, risulta particolarmente difficile e faticosa, anche perché la leggerezza delle piantine raccolte fa sì che, per arrivare ai quantitativi previsti, siano necessarie molte ore di raccolta su vaste aree.

Caratteristiche morfologiche principali: pianta arbustiva erbacea, con fusto strisciante sul suolo che produce nodi dai quali si dipartono radici avventizie e fusti verticali. Le foglioline sono molto aromatiche, ovali o subrotonde, di colore verde con diverse gradazioni, prive di peli in questa specie. I fiori sono di colore rosa-violetto e crescono all’ascella delle foglie. Il Timo serpillo è una specie polimorfa che muta il suo aspetto e le sue caratteristiche a seconda delle condizioni climatiche e del terreno: le piante differiscono in altezza, colore dei fiori, profumo. Da notare che il Timo raccolto nelle valli di Predarossa è caratterizzato da una nota aromatica particolarmente dolce, che ricorda quasi la vaniglia.

Componenti principali: olio essenziale, tannino, acido labiatico, saponine.

 

Utilizzo

Il Timo ha un’ottima azione antibatterica, antimicotica ed anti-infettiva dovuta al suo contenuto in olio essenziale.

È quindi indicato, soprattutto come antinfiammatorio-antisettico, per mal di gola, bronchiti, tonsilliti, problemi polmonari, ma è anche un ottimo espettorante utile soprattutto in casi di tosse grassa.

A livello topico, la sua applicazione è utile in caso di pelle grassa, impura, comedogenica. Porta beneficio in caso di funghi e lievi infezioni cutanee, soprattutto quelle che interessano i piedi (piede d’atleta, ad esempio).

I suoi flavonoidi esercitano azione antiradicalica e antiossidante.

Sempre in virtù dell’azione antibatterica, ha dimostrato di possedere una buona azione antielmintica sui parassiti e sui vermi intestinali.

È un ottimo tonico-digestivo nei problemi di cattiva digestione e stomaco irritabile.

 

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